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lunedì 20 aprile 2009

Lo Champagne delle Fate



Ci è piaciuto subito il nome: lo champagne delle fate. La ricetta è tratta dal libro La cucina di Robin Hood, una divertente guida alla raccolta di frutti, fiori ed erbe da cucinare insieme ai bambini: le preparazioni sono semplici e hanno tutte il fascino delle fiabe.
Così siamo tornati da una passeggiata con delle bellissime ombrelle di sambuco, che messe a fermentare al sole in uno sciroppo di acqua, zucchero e limone, imbottigliate e lasciate due settimane in cantina, danno un "vero" spumante! La bottiglia fa il botto, e questo vale già il lavoro, il "vino" è gasato al punto giusto, leggermente asprigno e aromatico.
In realtà ho scoperto che l'origine di questa preparazione è molto antica e tramandata dal sapere contadino come vino dei poveri, la ragione si intuisce. Ne ho trovato una variante anche su un vecchio libro di cucina ligure La cuciniera genovese: possiedo la tredicesima ristampa, datata 1947, dell'edizione originale che risale al 1863. La mia nonnina 95enne me l'ha affidato ieri, quasi come un testamento. Ma di questo ne parlerò poi.

venerdì 4 aprile 2008

Panini cioccolato e pere


Assomigliano un po' alle "pangocciole" del MulinoB. e consentono il riciclo di un po' di cioccolato delle uova di Pasqua, motivo ispiratore di tante ricette di questo periodo. Stamattina ne ho infilato uno nello zaino di Lucia come merendina... chissà.

per circa 15 panini

500 g farina
350 g acqua
10 g sale
50g burro
200 g pere tagliate a cubetti
150 g cioccolato fondente
60 g zucchero
15g lievito di birra

Cuocere le pere per 5 minuti con metà del burro e metà dello zucchero.
Impastare la farina con l'acqua, il lievito e il rimanente zucchero. Quando l'impasto sarà omogeneo, unire le pere, il sale e il rimanente burro, inifine il cioccolato sbriciolato grossolanamente.
Lasciare lievitare per 50 minuti. Fare i panini e lasciarli liebitare per 60 minuti.
Infornare a 200° con vapore (una pentola di acqua nel forno).

martedì 25 marzo 2008

Le uova di Pasqua



Le ho fatte con le mie bambine, a scapito della precisione ma con tanta soddisfazione e divertimento in più. Sono diventate degli allegri segnaposto per la tavola di Pasqua. Bastano alcune uova sode, cartoncino e lana per i capelli. E' stato divertente cercare per ognuno un particolare caratterizzante: per zio Paolo un computer, per zia Fabrizia un cellulare, per nonno Bruno una stecca da biliardo... Nella foto: papà Luigi con il rastrello e Margherita ricciolina.

domenica 9 marzo 2008

Festa della donna con panettone



Già da un po' volevo provare a fare il panettone salato e farcito a fette. Mi ricordo quello della mia amica Cinzia come una torre spettacolare debordante varie bontà a più strati. E così è! Ieri sera il pretesto per trovarci tra amici era la festa della donna, in realtà siamo un gruppo di famiglie con figli (numero variabile da 2 a 4 ogni famiglia - fascia di età 1-8) che amano trovarsi a gustare ciò che la fantasia ci suggerisce di volta in volta. I bimbi si divertono da morire, noi mangiamo e disquisiamo di tutto un po'.
Qui su la zuppetta la ricetta del panettone. Per i dolci (e non solo) vi rimando al blog di Paola.. Ci siamo ormai rassegnati al fatto che i suoi piatti siano sempre i più belli e i più buoni.

Panettone gastronomico

250 g di farina Manitoba
250 g Faina tipo 0
250 g latte
80 g burro
40 g zucchero
15 g lievito di birra fresco
10 g sale
3 tuorli + 1 tuorlo per la spennellatura

Impastare gli ingredienti finchè l'impasto non sia liscio e omogeneo.
Coprire e lasciare lievitare per 1,5 - 2 ore
Mettere in una forma di carta per panettone del diametro di 18 cm.
Lasciare lievitare ancora per 1 ora.
Spennellare la superficie con il tuorlo d'uovo, coprire con carta stagnola e cuocere in forno già caldo a 180° per 35-40 minuti.
Dopo la cottura è fondamentale lasciarlo raffreddare molto bene per poterlo tagliare più agevolmente. Si può addirittura cuocere, una volta freddo avvolgere in un canovaccio, mettere in frigo e farcire il giorno dopo.
L'ho tagliato in 10 fette più il coperchio. E spazio alla fantasia per le farciture. Come prima volta sono andata sul classico:

tonno e carciofini
arrosto, maionese, capperi e salsa worcester
stracchino e spinaci saltati in padella con aglio e noce moscata
prosciutto e formaggio
tonno e pomodori

I miei amici mi hanno dato molta soddisfazione. Perfino un intenditore come Marco, che da anni consuma tramezzini a pranzo e ha quindi una certa esperienza, ha fatto onore ad ogni strato.

giovedì 7 febbraio 2008

Savoiardi d'infanzia



Questi sono veramente i biscotti della memoria. Della mamma che passando davanti alla vetrina della panetteria dice: "ce li compriamo due biscottini"? Della mamma che fa il te' per l'amica e offre i savoiardi. O che li inzuppa per benino e fa il tiramisu. Grazie a Pinella per l'ispirazione.
Ssono abbastanza contenta dell'esperimento. Morbidi dentro croccanti sopra, profumati. Devo solo provare a farli un po' più spessi. Adesso vado a prendere Lucia a scuola e sarà una sorpresa per il dopopasto. Speriamo.

6 uova
100 gr di zucchero
100 gr di farina
scorza grattugiata di limone

Montare a neve gli albumi con 50g di zucchero. Setacciare la farina.
Sbattere i tuorli con gli altri 50g di zucchero e la scorza di limone grattuggiata.
Incorporare delicatamente ai tuorli gli albumi montati alternando con poca farina alla volta. Con la sacca da pasticcere fare tante strisce sulla teglia (con la carta forno), spolverare di zucchero a velo abbondante e lasciarlo sciogliere. Quando non si vede più infornare (forno caldo) a 160 per 10-15 minuti. Devono essere appena appena coloriti.


E telefonare subito a qualche amica per il te' delle cinque.

P.S. Lucia ha gradito, e molto. Da critica spietata quale è, le è uscito un "complimenti mamma" (uao!)

lunedì 14 gennaio 2008

le girelle della scarlattina


Devo sopravvivere 10 giorni in casa con Margherita che ha la scarlattina, qualcosa devo pur inventare. Così stamattina mani in pasta. Come a tutti i bambini le piace pasticciare, se poi il pasticcio è anche edibile diventa motivo di orgoglio. I nostri figli si appassionano a ciò che noi facciamo con piacere. Cucinare insieme è divertente e crea una certa "complicità", bisogna solo non aver paura della farina sparsa ovunque o del cacao in polvere usato per far disegni sulla tovaglia, anche qui sta il bello, a tutto si rimedia (o quasi). Il segreto è scegliere una giornata giusta, in cui siamo disposti a tollerare più del solito! Nel mio caso oggi non ho nulla da perdere, siamo qua entrambe una per l'altra.

La ricetta proviene dal libro "Cucinando si impara" di Fernanda Giamello, una mamma di quattro figli appassionata di cucina che tiene anche un laboratorio per bambini delle elementari presso il secondo circolo di Alba. Il libro è stato un gradito regalo di Natale.
Marghe ha mangiato le girelle inzuppate nel caffè d'orzo, una signora zuppetta!
 

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